Filarr è su Android: come funziona e cosa arriva dopo

L’app Android di Filarr è su Google Play: tre modi per iniziare, l’abbinamento che sposta la tua chiave senza passare da noi, cosa fa e cosa non fa ancora.

Mathis Belouar-Pruvot

· fondatore di Filarr · · 8 min di lettura

Era la richiesta numero uno dal lancio, ed eccola: Filarr è disponibile su Android.

👉 Filarr su Google Play

L’indirizzo completo, se vuoi condividerlo: https://play.google.com/store/apps/details?id=fr.belouar.filarr

La versione disponibile oggi è la 1.7.1. Nel nostro aggiornamento di agosto avevamo annunciato un’uscita «entro uno o due mesi» e promesso di non pubblicare niente di instabile. Ci siamo presi il tempo necessario: l’app ha attraversato diverse settimane di test chiusi prima di arrivare in produzione.

Una cosa subito, così non la cerchi: per ora non esiste una versione per iPhone, e non annunciamo nessuna data. Preferiamo pubblicare un’ottima app Android piuttosto che due app mediocri.


Tre modi per iniziare

Al primo avvio, dopo «Welcome to Filarr!» (benvenuto in Filarr) e la scelta della lingua, l’app ti fa una sola domanda: «How do you want to use Filarr?» (come vuoi usare Filarr?). Le risposte possibili sono tre.

«Local only»: nessun account, sul telefono

Nessun account, nessun indirizzo email, nessun file inviato a un server. Configuri un profilo (un nome, un colore e, se vuoi, un PIN a sei cifre), scegli le cartelle di partenza («Personal», «Student», «Professional» o «Creative»), poi imposti la tua password di crittografia.

Leggi con attenzione la schermata «Security & encryption» (sicurezza e crittografia): quella password è la chiave dei tuoi file. Filarr crittografa tutto con AES-256-GCM, con una chiave bloccata da questa password. Se la perdi, nessuno può recuperare i tuoi file, nemmeno noi. Il PIN è solo una scorciatoia per sbloccare; la password funziona sempre.

«With cloud sync»: un account per ritrovare i tuoi file ovunque

Crei un account (o accedi a uno esistente), verifichi il tuo indirizzo email, e il telefono sincronizza la tua cassaforte con gli altri tuoi dispositivi. Se l’account ha già delle casseforti, la schermata «Choose a vault» (scegli una cassaforte) ti permette di aprire quella che vuoi su questo telefono.

Ciò che arriva ai nostri server è crittografato prima di lasciare il telefono. Il server conserva blocchi opachi; non legge né i tuoi file, né le tue note, né i loro titoli. È lo stesso principio del computer, spiegato in dettaglio nel nostro articolo sulla sincronizzazione zero-knowledge.

«Already using Filarr elsewhere?»: l’abbinamento

È il percorso più interessante, e quello che ti consigliamo se Filarr gira già sul tuo computer.


L’abbinamento: la tua chiave passa da un dispositivo all’altro, non da noi

La tua cassaforte è crittografata con una chiave. Perché il telefono possa leggere quello che ha scritto il computer, gli serve la stessa chiave. La domanda è: come la consegni senza che nessun altro la veda per strada?

In pratica:

  1. Sul computer (o nell’app web): «Settings › Account & Sync › Connected devices › Manage › Pair a new device» (Impostazioni › Account e sincronizzazione › Dispositivi connessi › Gestisci › Abbina un nuovo dispositivo). Compare un codice a sei cifre, con un codice QR.
  2. Sul telefono: al passaggio «Receive your vault key» (ricevi la chiave della tua cassaforte), digita il codice o scansiona il codice QR.
  3. Confronta il numero di verifica mostrato dai due dispositivi. Se coincidono, conferma.

Cosa succede nel frattempo? I due dispositivi eseguono uno scambio di chiavi ECDH sulla curva P-256: ciascuno invia una chiave pubblica e ciascuno ricava, dalla propria parte, un segreto condiviso che il server non vede mai. La chiave della tua cassaforte viaggia poi crittografata con quel segreto. Il nostro server si limita a inoltrare i messaggi; vede byte che non può aprire.

Il numero di verifica ha un compito preciso: assicurarsi che nessuno si sia infilato tra i tuoi due dispositivi. Se qualcuno intercettasse lo scambio per spacciarsi per uno dei due, i due numeri sarebbero diversi e l’abbinamento si interromperebbe. Per questo conviene davvero confrontarli, soprattutto se hai digitato il codice a mano.

Il risultato: il telefono riceve la chiave che il computer usa già. Non c’è niente da crittografare di nuovo, e i tuoi file restano leggibili ovunque. Se l’abbinamento non è possibile (nessun altro dispositivo a portata di mano, per esempio), resta disponibile «Use my account password instead» (usa invece la password del mio account).

Per abbinare un secondo telefono a partire dal primo: «Settings · Sync · Pair new device».


Cosa fa il telefono

L’app non è un semplice visualizzatore: è Filarr, completo o quasi, in tasca. Per una guida schermata per schermata, leggi la nostra guida per crittografare note e file su Android.

I tuoi file. Cartelle, preferiti, tag e una ricerca dentro il contenuto dei documenti (PDF, Word, fogli di calcolo, testo), con un indice crittografato che resta sul dispositivo. Le anteprime si aprono senza uscire dall’app. Decidi tu cosa occupa spazio sul telefono: un file si scarica quando lo apri, oppure resta disponibile offline se lo fissi.

Le tue note. Lo stesso editor del computer: titoli, elenchi, attività, tabelle, riquadri evidenziati, formule, collegamenti tra note, taccuini, promemoria. Ci sono anche i database integrati, con i tipi di colonna del desktop (relazioni, formule, aggregazioni…), insieme al grafo delle tue note.

Le tue attività. La scheda «Tasks» segue le scadenze delle tue attività come fa il desktop, e mostra a chi è assegnata ciascuna.

Lavorare con altri. Le casseforti condivise si aprono sul telefono: puoi depositarci file, modificare una nota in tempo reale con gli altri membri e commentare. La casella in arrivo raccoglie le menzioni, le risposte e le attività che ti riguardano.

Inviare e ricevere. Filarr Send invia uno o più file tramite un link crittografato la cui chiave sta nel link e mai sul nostro server. Le richieste di file ti permettono di ricevere caricamenti crittografati da persone che non hanno un account.

Cosa non lascia il telefono

  • I tuoi contenuti, crittografati con AES-256-GCM sul dispositivo prima di qualsiasi sincronizzazione.
  • Le tue foto, tranne quelle che scegli. La versione 1.7.1 ha eliminato i permessi di accesso a foto e video: l’importazione passa dal selettore di Android, che dà all’app solo quello che le consegni tu.
  • Le statistiche di utilizzo, a meno che tu non le attivi. Alla fine della configurazione, l’interruttore «Share anonymous usage statistics» (condividi statistiche di utilizzo anonime) è disattivato per impostazione predefinita. Se lo attivi, non invia mai il contenuto della tua cassaforte.

Cosa non c’è ancora

Preferiamo dirtelo qui piuttosto che lasciartelo scoprire:

  • iPhone e iPad: nessuna app, e nessuna data annunciata.
  • Le importazioni da Obsidian o Notion si fanno sul computer, non sul telefono.
  • Le passkey non sono ancora disponibili su mobile.
  • Niente notifiche push per le menzioni: la casella in arrivo si aggiorna alla sincronizzazione e quando torni nell’app.
  • Le attività di una nota in una cassaforte condivisa si possono leggere nella scheda «Tasks» ma non ancora modificare lì: devi aprire la nota.
  • Le funzioni più recenti dei database (il modello «Feedback & bugs», le date automatiche, lo schema in stile Merise, la vista «Query») non sono sul telefono. Sono sul web, e arrivano sul desktop con la prossima versione.
  • I plugin funzionano solo sul computer.

Cosa arriva dopo

La prossima versione Android è già scritta. Non è ancora uscita, ma include in particolare:

  • l’autenticazione a due fattori configurabile direttamente sul telefono quando un’organizzazione la richiede (prima dovevi passare dal computer);
  • una conferma prima di svuotare completamente una nota di una cassaforte condivisa, come sul computer;
  • una protezione per le note delle casseforti condivise troppo pesanti per la modifica in tempo reale, che non perdono più le modifiche;
  • la visualizzazione delle caselle di deposito permanenti del portale per la contabilità e lo stato di ogni deposito;
  • un percorso di abbinamento corretto sullo schermo: il passaggio «Receive your vault key» della 1.7.1 rimanda a un menu che sul computer non esiste. Il percorso giusto è quello indicato sopra.

Dopo, senza data: database grandi più veloci (lo stesso motore del desktop) e soprattutto la parità continua con il computer. Ogni funzione che arriva sul desktop viene inventariata sul lato mobile, e pubblichiamo ciò che manca invece di tacerlo. Quello che arriva sul desktop nelle prossime settimane è descritto nell’articolo su Filarr 3.6, e la roadmap completa è nella pagina della roadmap.


Provalo

Se qualcosa non funziona come descritto qui, scrivicelo dall’app («Settings › Help and feedback», cioè Impostazioni › Assistenza e feedback) o tramite la pagina dei contatti. E se l’app ti piace, una valutazione su Google Play aiuta un progetto indipendente a farsi trovare più di quanto immagini.